Qwant: il motore di ricerca “made in Europe” che tutela la privacy

Parte l'avventura italiana di Qwant, il motore di ricerca europeo che punta sulla tutela della privacy degli utenti. A guidare la nuova filiale milanese Fabiano Lazzarini.

Apre a Milano la sede di Qwant, motore di ricerca europeo che tutela la vita privata degli utenti. A guidare l’avventura italiana è stato chiamato Fabiano Lazzarini, con un’esperienza ventennale nell’ambito delle digital media company, che assume la carica  di country manager.

Creato nel 2103, il motore di ricerca Qwant arriva in Italia dopo il positivo riscontro avuto sul mercato francese e tedesco con un approccio distintivo fondato sul rispetto dell’utente, della sua libertà di ricerca di informazioni su Internet e su un modo innovativo di presentare i risultati delle ricerche stesse.

Questo obiettivo è il risultato di un’architettura tecnica sviluppata autonomamente e volta a fornire risultati imparziali, senza introdurre cookie nel browser degli utenti e senza utilizzare alcun dispositivo di tracciamento a scopi pubblicitari.

“Non tutti hanno coscienza del fatto che stiamo aiutando a creare dall’altra parte del mondo un database su ciò che facciamo e ciò che siamo – ha affermato  Alberto Chalon Direttore Generale di Qwant -. Questo può avere anche alcuni aspetti positivi, ma il motore di ricerca è un componente centrale nella nostra vita che ha accesso a tutte le informazioni. Qwant tutela la privacy cancellando l’IP di arrivo dell’utente e i dati relativi al suo Pc, in modo da renderlo completamente anonimo. Il nostro algoritmo consente di fornire risposte personalizzate anche senza acquisire informazioni sulla natura dell’utente”.

Alberto Chalon, Direttore Generale di Qwant
Alberto Chalon, Direttore Generale di Qwant

Qwant ha ottenuto la fiducia di investitori pubblici e privati che hanno garantito capitali per decine di milioni di Euro per sostenere l’espansione del progetto.

Tra questi vi sono la Caisse des Dépôts (Cassa Depositi) francese, il gigante tedesco dei media Axel Springer e la Banca Europea per gli investimenti che  a sostegno dell’espansione di Qwant.

“Qwant prevede indicizzazione naturale e link sponsorizzati da cui ricava la sua remunerazione, insieme alle funzioni di shopping e a servizi verticale (musica, game, travel …) in costante ampliamento – ha continuato Chalon – Il nostro obiettivo è di conquistare entro il 2020 una quota del 5% nei Paesi Europei, di un mercato che vale 20 miliardi. L’Italia è per Qwant un mercato importante e il terzo mercato più importante d’Europa insieme a Francia e Germania”.

Tra i servizi proposti dal motore di ricerca europeo vi è anche Qwant Junior, un motore di ricerca didattico e sicuro per i bambini. Grazie all’App Qwant mobile, lanciata all’inizio del 2017, Qwant è usufruibile anche sui dispositivi Android e iOS.

“Il bagaglio di esperienze e competenze che trovo in Qwant – ha dichiarato Lazzarini  – costituisce una spinta fondamentale per realizzare anche nel nostro Paese l’obiettivo di Qwant: rispettare la vita privata delle persone e garantire la riservatezza ad aziende e istituzioni, perché in un mondo dove i dati sono il nuovo petrolio è necessario proteggere le proprie risorse naturali e non lasciarle in balia di chi volesse servirsene”.

Fabiano Lazzarini, country manager diQwant in Italia
Fabiano Lazzarini, country manager diQwant in Italia

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