HPE porta nello spazio supercomputing e AI

Dopo un anno di test, lo Spaceborne Computer basato su tecnologia HPC di HPE metterà a disposizione le sue capacità di calcolo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale aprendo la nuova frontiera dell'Intelligenza Artificiale nello spazio

supercomputing, HPE porta nello spazio supercomputing e AI
L'occhio di Hal, il supercomputer impazzito del film 2001 Odissea nello spazio

Se c’era ancora qualche dubbio sulla pervasività dell’IT, Hewlett Packard Enterprise (HPE) ha deciso di fugarlo del tutto portando le capacità di High Performance Computing a disposizione degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

L’inizitiva si inserisce nell’ambito del progetto Spaceborne Computer, una piattaforma HPC (High Performance Computing) basata sul sistema HPE Apollo 40 con una potenza di calcolo di un TeraFLOP, che costituisce il primo supercomputer commerciale lanciato nello spazio da HPE e dalla NASA.

Dopo aver completato un anno di test, dando prova di riuscire a resistere alle difficili condizioni dello spazio, lo Spaceborne Computer metterà a disposizione per la prima volta in assoluto le sue capacità di calcolo a bordo della ISS.

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Spaceborne Computer

Gli esperimenti condotti sulla ISS acquisiscono un enorme volume di dati, incluse immagini e registrazioni video ad alta risoluzione; nella maggior parte dei casi però i ricercatori devono osservarli solo parzialmente per l’impossibiltà di scomporre ed elaborare i dati direttamente a bordo della ISS.

Avendo accesso locale a un supercomputer, gli esploratori e i ricercatori che lavorano nello spazio potranno effettuare analisi direttamente sul posto anziché dover inviare dati alla Terra per ricevere i risultati di calcoli complessi.

Una prospettiva che guarda all’esplorazione spaziale, considerando che i tempi di latenza delle comunicazioni sono molto lunghi, arrivando fino a 20 minuti in una sola direzione andando più lontano nello spazio, verso Marte.

“La nostra missione è quella di fornire tecnologie innovative che permettano di raggiungere nuove frontiere, sulla Terra o nello spazio, e compiere scoperte rivoluzionarie mai immaginate prima – ha dichiarato Eng Lim Goh, Chief Technology Officer e vice president, HPC e AI di HPE – Dopo aver imparato importanti lezioni grazie al successo del nostro primo esperimento con lo Spaceborne Computer, stiamo ora continuando a collaudarne le potenzialità rendendolo disponibile ai ricercatori della ISS e fornendo loro gli strumenti informatici che possono proiettare l’esplorazione spaziale a un nuovo livello”.

HPE e la NASA, per mezzo dello Spaceborne Computer, oltre a ottenere una velocizzazione del time-to-solution per l’esplorazione spaziale apriranno la frontiera dell’Intelligenza Artificiale nello spazio, mirando ad aumentare ulteriormente l’indipendenza degli esploratori grazie ad analisi più efficaci che permetteranno alle applicazioni di intelligenza artificiale e machine learning di effettuare nuove scoperte.

“Lo Spaceborne Computer è un perfetto esempio di utilizzo della Stazione Spaziale Internazionale come leva per l’innovazione – ha affermato David Hornyak, responsabile technology demonstration research portfolio ISS, NASA -. Spaceborn Computer è una soluzione commerciale finanziata e sviluppata da HPE che sta ridefinendo lo stato dell’arte del computing nello spazio, fornendo per la prima volta servizi commerciali di supercalcolo su un veicolo spaziale, dimostrando così capacità simili a quelle di cui NASA potrebbe aver bisogno di perseguire per l’esplorazione”.

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