Verso l’IoT tra opportunità e insidie: le indicazioni di Verizon

Intervista esclusiva a David Vasquez, direttore dello sviluppo dell'IoT a livello internazionale di Verizon Enterprise Solutions, per illustrare opportunità, vantaggi, criticità e modalità di approccio a questa rivoluzionaria tecnologia

IoT, Verso l’IoT tra opportunità e insidie: le indicazioni di Verizon
IoT, Verso l’IoT tra opportunità e insidie: le indicazioni di Verizon
David Vasquez, director of International IoT Business Development di Verizon Enterprise Solutions

Qual è il tipo di coinvolgimento che Verizon ha con l’IoT ?

Verizon è in prima linea nel portare soluzioni connesse in ogni ambito – dai prodotti industriali e consumer, ai veicoli, agli edifici – per far funzionare tutto in modo più sicuro, produttivo ed economico.

Non siamo focalizzati solo sulla componente di connessione, ma abbiamo anche lanciato una piattaforma che si chiama ThingSpace, dedicata agli sviluppatori, per consentirgli di creare e commercializzare le loro applicazioni. Nel 2016 il fatturato di Verizon legato all’IoT è cresciuto di quasi un miliardo di dollari. La piattaforma ThingSpace dispone di oltre 14mila sviluppatori e il nostro ecosistema IoT comprende più di 1000 partner di Canale.

Inoltre: Verizon è l’azienda di riferimento nell’offerta di soluzioni IoT basate su standard LTE; Verizon Telematics sta utilizzando la tecnologia delle automobili connesse per migliorare la sicurezza di aziende e famiglie; Verizon fornisce soluzioni per le Smart City, favorendo la connessione tra tutte le parti delle città per renderle più sicure e più efficienti dal punto di vista energetico.

Il Report “State of the Market: Internet of Things 2017” , rilasciato recentemente da Verizon, evidenzia un forte interesse delle aziende per le opportunità di business offerte dall’IoT, ma emerge che la maggior parte non sa come fare o non dispone degli strumenti per approfittarne. Come si supera questa impasse ?

Si, c’è decisamente un forte interesse sull’IoT da parte delle aziende e nel 2016 questo ha determinato una forte crescita. Le aziende vedono nell’IoT una tecnologia abilitante per la sostenibilità, la sicurezza e la crescita economica.

Tuttavia, la mancanza di standard condivisi, insieme ad alcune perplessità legate alla sicurezza, all’interoperabilità e ai costi, fanno in modo che permanga un certo livello di scetticismo nei confronti dell’IoT.

Il nostro suggerimento alla aziende aziende sarebbe di scegliere un partner in ambito IoT come, per esempio, Verizon, che possa supportarle nelle scelte e nell’approccio strategico IoT da seguire più adatto alle loro esigenze.

Nella fase di avvio di un progetto IoT, un partner potrebbe supportare le aziende nel superare tutte le sfide iniziali, dando anche indicazioni per risparmiare in futuro.

Questo primo step dovrebbe infondere la sicurezza necessaria per passare alla fase successiva, quella dell’applicazione completa.

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Il report State of the Market: Internet of Things 2017, realizzato da Verizon

In che modo è possibile investire nell’IoT finché mancano standard condivisi ?

Uno delle principali preoccupazioni in relazione all’IoT è sempre stata la mancanza di interoperabilità. Molte aziende fanno fatica a collegare le numerose tecnologie legacy e i protocolli di comunicazione emergenti che consentono a dispositivi e server di comunicare tra loro.

Infatti, è possibile cogliere il reale valore dell’IoT solo quando si hanno connettività e comunicazione complete all’interno di tutto l’ecosistema. Nel prossimo futuro, prenderanno forma alleanze e unioni, e questo panorama si evolverà. Per adesso, la maggior parte dei dispositivi IoT sul mercato sono basati su una tecnologia proprietaria, o su piattaforme come, per esempio, ThingSpace, che forniscono un unico ambiente all’interno del quale le aziende possono sviluppare applicazioni e gestire endpoint. Queste piattaforme semplificano lo sviluppo delle app.

Il mondo della sicurezza IT è poco applicabile all’IoT che eredità logiche di protezione più legate al mondo legacy industriale. Secondo Verizon questa carenza quali ritardi arrecherà e con che rischi ?

In ambito IoT, le minacce alla sicurezza sono un tema complesso.

I dispositivi IoT utilizzano componenti hardware differenti da quelli dei computer tradizionali e, per questo motivo, richiedono meno capacità di elaborazione e prevedono un numero limitato di processi in background.

I computer tradizionali possono utilizzare antivirus e richiedono all’utente un’autorizzazione per eseguire i processi, ma i dispositivi IoT non supportano questo tipo di applicazioni.

Per un’azienda, questo si traduce nella necessità di un ulteriore livello di sicurezza, sia per i dispositivi sia per le applicazioni.

Tuttavia, garantendo che vengano rispettate le best practice come, per esempio, il cambio della password impostata di default, l’introduzione di un livello di autenticazione, l’uso di soluzioni di monitoraggio per individuare attività sospette, le aziende potranno affrontare molto meglio le sfide di sicurezza portate dall’IoT.

Riguardo la normativa, nel 2017, le autorità hanno emesso alcune normative chiave, che hanno dato una spinta all’utilizzo dell’IoT.

Per esempio, le autorità negli Stati Uniti hanno introdotto alcune normative per il settore farmaceutico, per arginare la contraffazione dei medicinali. Anche il settore aeronautico è stato oggetto di nuove normative riguardo le operazioni automatizzate su dispositivi aerei o droni.

L’ambito nel quale le autorità si stanno concentrando maggiormente è quello delle smart city. Che sia per agevolare il traffico o per migliorare le infrastrutture, infatti, tutte le città del mondo si stanno aprendo alle possibilità dell’IoT per migliorare la qualità della vita.

Gli enti governativi e gli organi responsabili delle normative devono procedere con cautela: normative sbagliate oppure eccessive potrebbero ostacolare l’introduzione delle tecnologie delle smart city, rallentando l’innovazione ancora prima di un vero e proprio inizio.

Malgrado tutto ciò, questo è un momento davvero molto dinamico per il settore della tecnologia. L’IoT porta con sé la promessa di trasformare il panorama delle aziende e spalanca le porte a opportunità senza precedenti per comprendere il comportamento dei clienti e per molte altre cose.

Security expert IOT grid cybersecurity concept
© Michael Borgers | Dreamstime Stock Photos

Crede che esista una gerarchia di implementazione per settore industriale o per tipo di applicazione nello sviluppo dell’IoT ?

Uno dei vantaggi principali dell’IoT è quello di aumentare la consapevolezza dal punto di vista operativo. Questo è applicabile alla supply chain, alle aziende di produzione e manifatturiere che sono state tra le prime ad accogliere l’IoT. Attualmente, le aziende usano più sensori, raccolgono più dati, monitorano più merci e beni ottenendo informazioni migliori e più accurate.

Questa prima ondata di utilizzo dell’IoT da parte di alcuni settori, però, non ostacolerà nè bloccherà lo sviluppo di queste tecnologie in altri. Verizon supporta in modo attivo gli sviluppatori, perché creino e lancino le applicazioni indirizzate a tutti i mercati tramite ThingSpace: al momento, sono più di 14mila gli sviluppatori che si avvalgono di questa piattaforma. Le aziende di altri settori vedranno i benefici che queste tecnologie hanno portato ai primi utilizzatori e le introdurranno in futuro.

Se dovesse definire tre fasi temporali successive nello sviluppo dell’IoT come le definirebbe?

Tre fasi successive in cui può essere suddivisa l’implementazione dell’IoT sono: strategia, sicurezza e Proof of Value (POV) /Proof of Concept (POC).

  • Strategia: decidere qual’è il risultato atteso e come trasferirlo nel migliore dei modi all’utilizzatore finale attraverso un’esperienza completamente digitale. Assistiamo a molti progetti IoT che non decollano perché restano confinati in un silos senza considerare altre business unit e le opportunità di sfruttare all’interno di tutta azienda le conoscenze acquisite dai dati.
  • Sicurezza: assicurarsi che la sicurezza sia una caratteristica intrinseca di qualsiasi progetto IoT. Un assessment accurato svolto da un partner competente dovrebbe coprire l’intero stack, dall’hardware (sensori, gateway, elementi OT come SCADA, sistemi DCS e così via), alla connettività (WWAN, WAN, reti cablate, NbIoT, reti cellulari) fino all’infrastruttura nella quale si trova e/o viene processato fino a estendersi al livello applicativo e al back office (ERP, CRM).
  • Proof of Value/Proof of Concept: sbagliare velocemente, reiterare, arrivare velocemente a un risultato! Il fatto è che i problemi di costo sono un altro ostacolo dell’IoT. Le aziende che si avvicinano al mondo dell’IoT dovrebbero iniziare in piccolo, partendo con progetti pilota accuratamente validati in assenza della possibilità non solo di valutare il ROI, ma anche di cosa aspettarsi di ottenere dai dati acquisiti. Consentiranno di risparmiare sull’operatività, di vendere meglio i servizi o di differenziare il brand? Qualunque sia la risposta (e potrebbe essere tutte e tre le opzioni), la capacità di misurare, definire e svolgere POC/POV velocemente sarà la terza fase di sviluppo di questa tecnologia.

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