Più rischi per la sicurezza usando software privi di licenza

Un'indagine globale di BSA che ha coinvolto circa 23mila utenti evidenzia come l'uso di software senza licenza rappresenti una pratica ancora molto diffusa, che amplia il livello di rischio per la sicurezza aziendale. Il valore commerciale dei software privi di licenza installati in Italia ammonta a oltre un miliardo di euro.

Per aiutare le aziende a comprendere meglio le conseguenze dell’utilizzo di software senza licenza, BSA ha pubblicato la 2018 Global Software Survey: Software Management: Security Imperative, Business Opportunity.

L’indagine, che ha coinvolto circa 23mila utenti, dipendenti e CIO, permette di quantificare la diffusione e il valore dei software privi di licenza installati sui computer in oltre 110 Paesi e regioni.

L’elemento principale emerso dalla ricertca è che, per ridurre il rischio di attacchi informatici e supportare la redditività aziendale, le imprese italiane devono eliminare i software privi di licenza presenti nei propri network e introdurre programmi di Software Asset Management.

Lo studio ha rivelato che in Italia il 43% dei software installati sui computer non possiede una licenza adeguata; il valore commerciale dei software privi di licenza installati nella penisola ammonta a oltre un miliardo di euro.

Si tratta di un calo di due punti percentuali rispetto al precedente studio di BSA, pubblicato nel 2016 anche se l’Italia rimane tra i Paesi dell’Europa Occidentale con il più alto tasso di software privi di licenza, subito dopo Grecia, Cipro e Islanda.

La diminuzione della percentuale di software senza licenza è stata influenzata da alcuni trend che caratterizzano il panorama italiano, come la ripresa economica e la crescente attenzione dedicata dalle aziende al Software Asset Management (SAM).

Dalla ricerca emerge anche come i software privi di licenza espongono le imprese a maggiori rischi relativi alla sicurezza. I CIO interpellati da BSA hanno indicato il furto di dati personali e aziendali come la principale preoccupazione relativamente alle infezioni malware che potrebbero essere causate dall’uso di software privi di licenza.

Di conseguenza, più della metà dei CIO intervistati ha dichiarato che le minacce di sicurezza sono la principale ragione per evitare software senza licenza (54%), seguite, al secondo posto, dal rischio di problematiche legali (43%).

Correlazione tra l’uso di software senza licenza e la presenza di malware (Fonte: IDC)

“Sebbene la gestione delle licenze software possa non essere in cima alle priorità aziendali, una scarsa attenzione a questo aspetto del business potrebbe comportare serie conseguenze economiche, reputazionali e di sicurezza – ha osservato Paolo Valcher, Chairman di BSA Italia -. È oggi particolarmente importante fare attenzione ad adottare i giusti processi di gestione del proprio asset tecnologico: conoscere la propria situazione permette di ottimizzare le soluzioni adottate, risparmiare sui costi, migliorare la sicurezza informatica e consente di pianificare le evoluzioni future”.

Alcuni risultati dell’indagine

I software senza licenza vengono tuttora utilizzati a livello globale a tassi allarmanti, rappresentando il 37% dei software installati sui Pc, con un calo di soli 2 punti percentuali rispetto a quanto riportato nel 2016.

I CIO considerano i software senza licenza sempre più pericolosi e costosi: i malware diffusi tramite software privi di licenza costano alle imprese di tutto il mondo quasi 300 miliardi di euro all’anno.

Migliorare la compliance dei software rappresenta un abilitatore economico oltre che un imperativo di sicurezza. Le aziende dovrebbero impegnarsi concretamente per migliorare la gestione dei software attraverso, per esempio, l’implementazione di un piano efficace di Software Asset Management e un programma di ottimizzazione delle licenze, con cui BSA stima che le imprese possono risparmiare fino al 30% sui costi legati ai software.

LASCIA UNA RISPOSTA

Per favore inserisci i tuoi commenti
Per favore inserisci il tuo nome qui