Da agosto 2018 raddoppiano i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)

Dal prossimo agosto il campo di applicazione della normativa RAEE viene esteso e molti prodotti saranno considerati come apparecchiature elettriche ed elettroniche. Un cambiamento che interesserà oltre 6mila nuove aziende che si aggiungersi alle circa 7mila già oggi interessate dalla normativa RAEE.

Electronic waste
© Inga Nielsen | Dreamstime Stock Photos

Il 15 agosto 2018 entrerà in vigore il cosiddetto “open scope” ovvero l’estensione della normativa RAEE a una serie di nuovi prodotti che interesserà oltre 6mila nuove aziende che si aggiungeranno alle circa 7mila già coinvolte da questa norma.

L’introduzione dell’open scope  si inserisce in un contesto più ampio di novità relative ai RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), che prevede entro il 2019 un tasso minimo del 65% del peso medio delle apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){">o, in alternativa, l’85% dei rifiuti elettronici generati. Attualmente l’Italia si colloca poco sopra il 40%.

“Davanti all’obiettivo di rendere più concreto l’apporto del mondo RAEE alla realizzazione dell’economia circolare, occorre farsi trovare pronti – osserva Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, il consorzio costituito nel 2004 che raccoglie oltre 1.700 aziende per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori -. Con l’open scope molti altri prodotti una volta giunti a fine vita dovranno seguire un processo di raccolta differenziata e specifiche operazioni di trattamento come previsto per i RAEE. Questo comporta per le imprese produttrici di farsi carico della gestione dei rifiuti che ne deriveranno”.

Ecolight ha predisposto un servizio di assistenza per orientare le aziende chiamate ad adempiere alle nuove responsabilità ambientali (tel. 02.33600732 – Email segreteria@ecolightitaly.it).

Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight

Open scope estende la definizione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) a una serie di oggetti finora non considerati, quali fusibili, chiavette USB, spine, morsettiere e prolunghe, che si vano ad aggiungere ai grandi e piccoli elettrodomestici, all’elettronica di consumo, alle sorgenti luminose e agli schermi.

“Parliamo di tutte le apparecchiature elettriche per le quali la legge non prevede una specifica esclusione – continua Dezio -. Secondo le prime stime si dovrebbe andare verso un raddoppio dei quantitativi di AEE immessi sul mercato. Il che porterà a un raddoppio anche dei RAEE da gestire. Questo, tenendo presente anche che siamo davanti a una tipologia di rifiuti che cresce con un tasso maggiore rispetto a tutte le altre”.

Il principio prevede che chi inquina paga e, pertanto, produttori, importatori e distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono chiamati a organizzare e finanziare il sistema di raccolta e recupero dei RAEE che derivano dai prodotti immessi sul mercato.

“All’interno della norma ci sono ancora alcuni punti che necessitano dei chiarimenti – osserva il direttore generale di Ecolight -. Come serve una più dettagliata definizione delle apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione. Sono passaggi indispensabili per dare delle risposte alle moltissime aziende che, in vista del prossimo 15 agosto, necessitano di adeguarsi alla normativa”.

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