Serverless computing: conveniente ma non per tutto secondo Red Hat

Il modello serverless è stato sviluppato per consentire agli sviluppatori di applicazioni per il cloud di concentrarsi esclusivamente sul codice senza preoccuparsi di prevedere server e middleware, Rich Sharples, senior director product management di Red Hat delinea la visione del software vendor su questo tema

Rich Sharples, senior director product management di Red Hat

Lo sviluppo di applicazioni basate sui microservizi ed eseguite con un modello di computing di tipo serverless, promette semplificazione nella fase di sviluppo e accelerazione del processo di spostamento della componente applicativa nel cloud.

Rich Sharples, senior director product management di Red Hat delinea il modo in cui il vendor di software vede il mercato e il legame con un’altra tecnologia in forte ascesa che è quella dei container.

Quali sono i driver che alimentano l’uso del modello serverless?

Il modello serverless sta guadagnando attenzione come modalità per incrementare convenienza ed efficienza delle implementazioni cloud.

Pensato per ridurre il costo di esecuzione delle applicazioni nel cloud, pagando solo l’esecuzione di una singola funzione, l’approccio serverless consente agli sviluppatori di concentrarsi esclusivamente sul codice – senza preoccuparsi di prevedere server e middleware, gestire il traffico di rete o altri problemi infrastrutturali.

Come vede Red Hat l’attuale panorama del mercato?

Nonostante alcune aziende abbiano già introdotto ambienti serverless, si tratta di un modello che ha ancora molta strada da fare per diventare la norma a livello enterprise.

Noi abbiamo riscontrato un’attenzione iniziale per alcuni casi di utilizzo molto interessanti, in particolare per le applicazioni periferiche tra cui la trasformazione di immagini grafiche di siti web per l’utilizzo su applicazioni mobile e applicazioni single page specifiche per piattaforme mobili.

Altri casi di utilizzo comprendono l’elaborazione di web-hook, la pianificazione di attività specifiche e l’introduzione di chatbot intelligenti nel tessuto aziendale.

Man mano che tecnologie più nuove ed efficienti vengono adottate in azienda, il modello serverless può risultare interessante da un punto di vista economico e di efficienza dei costi: consente infatti di utilizzare le risorse in modo più efficace, riducendo perdite di tempo e denaro e consentendo agli sviluppatori di concentrarsi sul codice e muoversi più velocemente.

Qual è il principale vantaggio per gli utenti che introducono il modello serverless?

Proprio come avere in atto una practice DevOps dovrebbe essere un prerequisito per i microservizi, prima che il modello serverless possa essere adeguatamente accettato l’impresa deve adottare un approccio agile e comprendere i vantaggi in termini di cambiamento e sviluppo che questa agilità può consentire.

Le applicazioni enterprise sono reti complesse di sistemi che interagiscono tra loro, spesso creati nel corso di decenni con diverse generazioni di tecnologie e il modello serverless può aggiungere nuove ed entusiasmanti opzioni per gli sviluppatori che realizzano, ampliano e migliorano questi sistemi.

In particolare a quale tipo di progetti si adatta maggiormente?

In maniera analoga ai container, le funzionalità serverless sono adatte per progetti low point-of-entry da completare in breve tempo, mentre non sono adeguate per attività sul lungo periodo come l’analisi del rischio, o un sistema CRM o uno che richiede una quantità significativa di memoria.

La modalità serverless è anche altamente scalabile e permette di ottimizzare e assegnare facilmente priorità a compiti specifici.

In breve, quello serverless è un modello di esecuzione più semplice e può essere adatto per servizi con input e output ben definiti, requisiti di risorse limitati (memoria, CPU, tempo) che devono essere eseguiti su scala e non richiedono complessi flussi di eventi e informazioni.

Attualmente, quello serverless non è un modello di programmazione conveniente per tutti gli usi e gli sviluppatori devono capire in quali casi adottarlo. E’ sbagliato pensare che il serverless abbia preso il sopravvento e che tutto quel che c’era prima è stato sostituito.

Raramente avvengono transizioni nette in tecnologia: l’adozione diffusa avviene spesso molti anni dopo che gli early adopter sono passati al prossimo oggetto di loro interesse.

I progressi nella tecnologia container possono portare vantaggi al modello serverless?

Lo sviluppo di un’architettura basata sui microservizi mediante container e uno strato di orchestrazione dei container può conferire maggiore flessibilità e controllo allo sviluppatore nel definire come viene distribuita l’applicazione e come si comporta in fase di runtime.

In realtà, il provider di servizi serverless deve eseguire una complessa orchestrazione di language runtime, come l’attivazione e la passivazione, il pre-loading e il riscaldamento per dare l’illusione di una esecuzione immediata e consentire basse latenze.

In genere, tale orchestrazione verrà gestita da un motore come Kubernetes. Quindi, anche se lo sviluppatore serverless non deve pensare troppo al packaging e all’orchestrazione dei container, può trarre indirettamente beneficio dai progressi nella tecnologia dei container.

Che consigli darebbe agli utenti finali che stanno pensando di implementare il modello serverless?

Per chi inizia un percorso serverless, è bene ricordare che questo modello è ancora agli albori e quindi ci sarà necessariamente una fase di trial and error.

Infatti, mentre il serverless si basa su tecnologie e practice esistenti, molti dei suoi tenant saranno nuovi di zecca. Questa può essere l’occasione per le organizzazioni di introdurre ulteriori innovazioni e ampliare il repertorio tecnologico.

Il modello serverless si basa sul codice, non sull’infrastruttura o sulle operazioni, che è di per sé un cambiamento di pensiero. In questo momento, molti dei casi di utilizzo sono abbastanza semplici – fondamentalmente trasferendo l’esecuzione dei task a “funzioni di lavoro”, ma man mano che la modalità serverless viene integrata in azienda e che l’orchestrazione serverless diventa più matura, è probabile che gli utilizzi diventeranno più complessi.

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